Con la circolare n. 28 dello scorso 26/02, l’Inps, attuando quanto previsto dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012), ha provveduto ad aggiornare secondo l’indice Foi dell’Istat, gli importi annui massimi entro cui poter ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, retribuite con il sistema dei voucher.

Come si ricorderà infatti, la menzionata riforma ha riscritto le regole di utilizzo delle prestazioni autonome di modico valore, ancorandole ad alcuni paletti economici rivaluabili annualmente, quali:

– 5ooo € annui netti per la generalità dei prestatori per la totalità dei committenti;

– 2000 € annui netti per la generalità dei prestatori per singolo committente, nel caso sia imprenditore o professionista;

Ora, considerando che per l’anno appena concluso la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto al 2012, è stata del 1,10%, i nuovi lavori da prendere in considerazione per verificare la genuinità del rapporto di lavoro accessorio sono:

– 5.050 € netti ovvero 6.740 € lordi, per la totalità dei committenti nel corso di un anno solare;

– 2.020 € netti ovvero 2.690 € in caso di committenti imprenditori o liberi professionisti nel corso di 12 mesi;

Da ultimo va segnalato come anche per l’anno 2014, i lavoratori percettori di prestazioni a sostegno del reddito possano effettuare prestazioni accessorie in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite massimo di 3.000 € netti annui, interalmente compatibili con lo stato di disoccupazione e cumulabile con l’indennità percepita.

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