Lo scorso 24/10, il governo ha emanato il Dl 193/2016,in materia fiscale, collegato alla legge di bilancio 2017, introducendo numerose novità nel sistema fiscale nostrano.

La principale, collegata alla soppressione di Equitalia, è la “rottamazione delle cartelle”, ossia la definizione agevolata dei ruoli.
Infatti, relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi e gli interessi di mora ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.
Pertanto, in sede di definizione agevolata, il debitore dovrà versare le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, ma non le somme maturate a favore dell’agente della riscossione, a titolo di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.
Il versamento agevolato potrà essere eseguito in un’unica soluzione o in quattro rate (sulle quali sono dovuti gli interessi nella misura stabilita dall’articolo 21, comma 1, Dpr 602/1973).

Per poter beneficiare della “rottamazione”, il contribuente è tenuto a presentare, entro il 90° giorno successivo alla data di entrata in vigore del Dl 193, un’apposita dichiarazione all’agente della riscossione, utilizzando il modello che sarà pubblicato sul sito di Equitalia.

L’agente della riscossione comunicherà, entro 180 giorni, l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.
Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una di esse determina la decadenza dalla definizione agevolata.

Potranno beneficiare della “rottamazione” anche i debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi da Equitalia, purché risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.
Sono esclusi dalla definizione agevolata:
– le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato
– i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti
– le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna
– le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada.
Per i dettagli dell’operazione bisognerà in ogni caso attendere la conclusione dell’iter parlamentare della manovra di bilancio ed i documenti di prassi di prossima emanazione.

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