Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge c.d. Ristori Bis, che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da COVID-19.

In particolare in tema di Cigd e di licenziamenti per motivi economici, sono state aggiunte ulteriori sei settimane di cassa integrazione, da fruire nel periodo dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 ed è stato prorogato il divieto di di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo fino al 31 gennaio 2021.
Pertanto, allo stato attuale:
– sono disponibili le 18 settimane (di cui 9 settimane gratuite e 9 settimane soggette a contribuzione addizionale) del “Decreto Agosto” e le 6 settimane del “Decreto Ristori bis”;
– bisogna rispettare il divieto di licenziamento per motivi economici fino al 31 gennaio 2021.

Resta ferma la possibilità di procedere con il licenziamento, indipendentemente dal numero dei dipendenti, per:
– cessazione definitiva dell’attività d’impresa;
– messa in liquidazione della società senza continuazione dell’attività lavorativa, anche parziale;
– cessione di un complesso di beni o di attività che possano configurare un trasferimento di azienda o di un ramo di essa;
– nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, con conseguente incentivo all’esodo, di incentivo alla risoluzione.

Sono altresì esclusi dal divieto: cessazioni di contratti a termine; licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo; licenziamenti per raggiungimento dell’età anagrafica per la fruizione della pensione di vecchiaia; licenziamenti per superamento del periodo di comporto; licenziamenti per inidoneità alla mansione; licenziamenti per mancato superamento del periodo di prova; licenziamenti di lavoratori addetti al settore domestico; risoluzione del rapporto di apprendistato, al termine del periodo formativo; licenziamenti dei dirigenti.

Infine è bene evidenziare che il divieto di licenziamento potrebbe subire un’ulteriore differimento al 21/03/2021, secondo quanto anticipato dalla discussione della legge di bilancio e non è ancora chiaro se tale differimento sarà legato all’utilizzo della cassa integrazione.

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