Il Consiglio dei Ministri dello scorso 16/10, ha varato non senza difficoltà, la Legge di Stabilità per l’anno in corso, intervenendo con numerose misure sulla riduzione del cuneo fiscale per imprese e lavoratori, sulla riduzione della spesa pubblica e rimodulando alcune agevolazioni fiscali.
Nel proseguo si analizzeranno per sommi capi le varie fonti di finanziamento della manovra, riepilogando i gravami di prossima istituzione (salvo il decorso parlamentare della norma), comprese le disposizioni ad essa collegate già emanate dall’Esecutivo.
In primis va annoverata la norma di salvaguardia sui tagli alla spesa pubblica, secondo cui qualora entro il 31 gennaio 2014 non saranno stati adottati i provvedimenti attuativi in tema, le detrazioni per oneri sostenuti valevoli ai fini Irpef saranno progressivamente abbattute dall’attuale 19% al 18% già per il 2013, per poi scendere al 17% nel 2014.
Siffatto sistema ha già trovato applicazione con il tetto di deducibilità delle polizze assicurative post 2000, da poco tagliato a 630 € per l’anno in corso ed a 230 € per il prossimo (durante il dibattimento alla Camera gli importi per il 2014 sono stati leggermente innalzati a 530 € azzerando del tutto la deducibilità della quota Rc auto versata in favore del SSN).
Altra norma limitativa delle agevolazioni fiscali è quella che prevede un controllo supplementare sui rimborsi da 730 superiori a 4mila € dall’Agenzia delle Entrate. Nel dettaglio, oltre tale soglia sarà direttamente l’Amministrazione finanziaria ad erogare il dovuto, previa controllo sull’ effettiva spettanza delle detrazioni per carichi familiari, procurando nella pratica agli interessati lo slittamento del rimborso a data da destinarsi, con il blocco dell’intera procedura di restituzione ad opera del sostituto di imposta (e non della sola eccedenza rispetto alla soglia fissata).
Sempre dal prossimo periodo di imposta viene estesa all’Irpef la norma Iva sul limite alle compensazioni tra debiti e crediti erariali, cosicché per pagamenti oltre i 15000 € in F24, sarà necessario presentare prima la dichiarazione dei redditi con tanto di visto di conformità.
Passando al versante nuove imposte invece, la manovra non offre migliori prospettive per il nuovo anno, introducendo numerosi balzelli nei più svariati ambiti, di cui si propone una rapida sintesi appresso.
– Nuova imposta di bollo sugli atti telematici emessi o inviati dalle pubbliche amministrazioni di 16 euro;
– Aumento del bollo sugli estratti conto relativi ai depositi bancari e postali al 2 per mille dall’attuale 1,5 per mille;
– Incremento a 25 € del contributo fisso di 8 € per depositare i ricorso;
– Contributo aggiuntivo di 50 € per poter sostenere gli esami di avvocato, notaio e magistrato ordinario;
– Sostituzione dell’Imu sulla prima casa e della Tares con la Trise, formata da:
– Tari (tassa sulla raccolta rifiuti), ossia una tariffa pagata da chi occupa l’immobile commisurata alla superficie calpestabile già in uso per Tarsu, Tia 1 e Tia 2;
– Tasi (tassa sui servizi indivisibili), ovvero un tributo con un’aliquota massima del 2,5 per mille calcolato sul valore rivalutato dell’immobile gravante in parte sui proprietari ed in parte sugli inquilini, con una quota oscillante tra il 10% ed il 30% dell’importo complessivo;
– Aumento al 10% dell’Iva sulla somministrazione di alimenti e bevande tramite distributori automatici ;
In aggiunta, il nuovo anno porterà con se gli incrementi disposti dalle passate finanziarie, non cancellati dall’Esecutivo come ad esempio l’aumento progressivo degli oneri previdenziali per la generalità dei lavoratori fino al 2016, (ergo l’aliquota contributiva per gli autonomi salirà nel 2014 al 21% mentre per gli iscritti alla gestione separata sarà al 28%, senza dimenticare gli incrementi per prestazioni specifiche per suddette categorie).
Riscritta con andamento oscillante anche l’imposta di registro, che per l’acquisto della “prima casa” scenderà dal prossimo primo gennaio dal 3 al 2 per cento (con la ridefinizione dei requisiti in base ai quali una casa si intende “di lusso”, per la quale l’agevolazione non è concessa) mentre passerà al 9% la tassazione di ogni altro trasferimento immobiliare a titolo oneroso, oggi variabile dal 3 al 15 per cento, a seconda dei casi.
Altro punto di difficile quantificazione è la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie relative ai citati atti con il blocco a 50 € ognuna, di tutte le imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale connesse. Gli altri atti invero, sconteranno l’imposta di registro fissa a 200 € contro gli odierni168.
In conclusione il futuro non si presenta roseo e per il reale carico fiscale della manovra potrà variare sensibilmente a seconda dei singoli casi.
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