L’ I.S.E.E. è il rapporto tra l’indicatore della situazione economica (I.S.E.) e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenzao ovvero è l’indicatore della situazione economica equivalente. L’ attestato contenente l’indicatore I.S.E.E. consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.

L’I.S.E.(Indicatore della Situazione Economica) è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare.

Il D.Lgs. 130 del 3 maggio 2000 ha assegnato all’Inps la costituzione della banca dati per la gestione delle dichiarazioni dei richiedenti le prestazioni sociali agevolate, quali:
• assegno per il nucleo familiare con tre figli minori;
• assegno di maternità;
• asili nido e altri servizi educativi per l’infanzia;
• mense scolastiche;
• prestazioni scolastiche (libri scolastici, borse di studio, ecc.);
• agevolazioni per tasse universitarie;
• prestazioni del diritto allo studio universitario;
• servizi socio-sanitari domiciliari;
• servizi socio-sanitari diurni, residenziali, ecc.;
• agevolazioni per servizi di pubblica utilità (telefono, luce, gas);
• altre prestazioni economiche assistenziali;

L’ I.S.E.E. non si applica quando si tratta di ottenere le seguenti prestazioni:
• integrazione al minimo;
• maggiorazione sociale delle pensioni;
• assegno e pensione sociale;
• altre prestazioni previdenziali;
• pensione e assegno di invalidità civile;
• indennità di accompagnamento e assimilate.

L’Inps ha reso operativa la procedura per l’acquisizione delle dichiarazioni sostitutive uniche e per il rilascio dell’ attestato contenente l’indicatore I.S.E.E. che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.

LA DICHIARAZIONE UNICA SOSTITUTIVA
La dichiarazione sostitutiva è un atto importante che il cittadino effettua, assumendosi la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato. La Dichiarazione sostitutiva unica può essere presentata:
– all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata;
– al Comune,
– ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF),
– all’Inps esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito Internet www.inps,it, nella sezione “Servizi On-Line”;

Può essere:
– consegnata di persona all’addetto all’ufficio e sottoscrivendola in sua presenza;
– trasmessa all’ufficio completa della sottoscrizione e di una fotocopia del documento di riconoscimento;
– resa direttamente all’addetto all’ufficio, se chi dichiara non sa o non può firmare;
presentata con la firma già autenticata ai sensi di legge.

È possibile presentare la dichiarazione in qualsiasi momento dell’anno.
La dichiarazione ha validità di un anno dall’attestazione della presentazione e vale per tutti i componenti il nucleo familiare.
È composta dal modello base e da un numero di fogli allegati pari al numero dei componenti il nucleo familiare, indicati dal dichiarante.
Il dichiarante, all’atto dell’indicazione dei componenti il nucleo familiare, deve fare riferimento alla situazione in essere alla data della dichiarazione.
La dichiarazione deve contenere i dati sulla situazione reddituale, risultanti dall’ultima dichiarazione presentata ai fini Irpef, e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione.

Fanno parte del nucleo familiare:
• il dichiarante;
• il coniuge anche se non risulta nello stato di famiglia;
• i figli minori, anche se a carico ai fini IRPEF di altre persone, che risiedono con il proprio genitore;
• i minori in affidamento preadottivo o temporaneo;
• i figli maggiorenni che sono a carico ai fini IRPEF(*)
• tutte le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico;
• i figli minori del coniuge non residente con le persone presenti nello stato di famiglia, nonché i maggiorenni a carico IRPEF (*), e i minori a lui affidati dal giudice;
• le persone a carico ai fini IRPEF (*) anche se non presenti nello stato di famiglia del dichiarante;
• i figli minori che convivono con le persone a carico ai fini IRPEF non presenti nello stato di famiglia, se non affidati a terzi;
• le persone che ricevono assegni alimentari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, dalla persona di cui sono a carico;
(*)I figli maggiorenni di genitori divorziati o separati, a carico ai fini IRPEF di più persone, rientrano nel nucleo della persona della cui famiglia anagrafica fanno parte. Se non fanno parte della famiglia anagrafica di alcuna di esse, si considerano componenti il nucleo della persona tenuta agli alimenti ai sensi del codice civile; in presenza di più persone obbligate agli alimenti nello stesso grado, si considerano componente il nucleo della persona tenuta agli alimenti in misura maggiore.

Non fanno parte del nucleo familiare:
• le persone a carico, ai fini IRPEF, di soggetti non presenti nel medesimo stato di famiglia;
• il coniuge con residenza diversa quando:
– è separato con provvedimento del giudice (separazione giudiziale, omologazione della separazione consensuale, separazione ordinata dal giudice in attesa della nullità del matrimonio, ecc.);
– la diversa residenza è stata ordinata dal giudice con provvedimenti temporanei ed urgenti;
– uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare per condotta pregiudizievole al figlio;
– si è verificato uno dei casi di cui all’art. 3 della legge 898/70 e successive modificazioni ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
– sussiste l’abbandono del coniuge accertato in sede giurisdizionale o amministrativa;
• i minori affidati a terzi con provvedimento del giudice.

Fonte: Inps.it

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