A seguito del Consiglio dei Ministri tenutosi lo scorso 12/03, in neonato Esecutivo Renzi ha approvato il primo di una serie di decreti legge in materia occupazionale.

Tra gli interventi di maggiore appeal per le aziende ed il mercato del lavoro in genere vanno segnalati:

– l’innalzamento a 36 mesi (dai 12 attuali) della durata dei contratti a termine acausali;

– la possibilità di prorogare fino ad 8 volte in tre anni un rapporto a tempo determinato per le stesse mansioni originarie (oggi è ammessa solo una proroga nei medesimi termini).

– viene limitata al 20% dell’organico aziendale la stipula di nuovi contratti a termine nelle realtà oltre i cinque dipendenti, tranne per esigenze stagionali e sostitutive del datore di lavoro. Sotto soglia invece, sarà ammesso un solo rapporto a scadenza. I ccnl potranno comunque stabilire deroghe e regole specifiche ai nuovi limiti.

– nell’apprendistato si lega la forma scritta solo al contratto ed al patto di prova (escludendo quindi il connesso piano formativo individuale) e si stralciano le norme Fornero sull’onere della stabilizzazione dei precedenti rapporti per poterne istaurare di nuovi (attualmente fissato al 30% per il triennio 2012/2015)

– sempre in tema di apprendistato, la retribuzione durante il periodo didattico del rapporto, potrà essere pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento. Cade infine anche l’obbligo di affiancare la formazione pubblica con quella del datore di lavoro, che rimane quindi quella privilegiata nei percorsi di apprendistato professionalizzante e/o di mestiere.

Il decreto legge poi, punta a conferire deleghe specifiche al Governo in alcuni settori del mondo del lavoro, quali;

ammortizzatori sociali

– servizi per il lavoro e di politiche attive

– forme contrattuali

– conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali

per cercare di razionalizzare regole e risorse,  per ridare slancio alla domanda occupazionale.

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