Tempi duri per i poco avvezzi alle nuove tecnologie con costanti rapporti con la Pubblica Amministrazione. Infatti, nei prossimi mesi entreranno in vigore una nutrita serie di disposizioni volute dai vari esecutivi degli ultimi tempi, che costringeranno molti cittadini ed imprese ad una migrazione forzata alla digitalizzazione dei propri rapporti col Fisco.

Partendo dalla più imminente, il prossimo 6 giugno scatterà l’obbligo per chiunque fornisca beni e servizi ad un ente statale di fatturare i relativi importi esclusivamente con modalità elettronica. La fattura elettronica, in prima fase attiva per circa 18mila uffici pubblici entrerà completamente a regime entro il 31/03 del prossimo anno, permetterà previa registrazione al Sistema di Interscambio (SiD) la completa gestione del rapporto economico con l’ente interessato, costituendo l’unico titolo a garanzia del credito vantato. In estrema sintesi, ogni azienda invierà un flusso telematico, conforme alle specifiche tecniche ministeriali al portale appositamente creato, il quale provvederà in automatico ad effettuare i controlli del caso ed ad inoltrare all’amministrazione destinataria la comunicazione di pagamento che avverrà sempre tramite il medesimo portale, alle coordinate bancarie dell’azienda.

Altra incombenza telematica per professionisti ed imprese poi sarà, a partite dal 01/07 p.v., l‘obbligo di dotarsi di strumenti idonei ad accettare pagamento elettronici. La norma, più volte rinviata per le accese polemiche che ha scaturito in più ambienti, prevede nel dettaglio che studi ed attività commerciali siano in grado di incassare importi sopra i 30€ in modalità tracciabile con pos o apparechi analoghi (bancomat, carte di credito, ecc.) senza imputare alcun ulteriore addebito ai propri clienti.

Infine, dal prossimo 01/10, anche i privati, al pari dei titolari di partita Iva, dovranno accreditarsi presso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi ad un intermediario abilitato per pagare imposte e tasse con compensazioni od oltre la soglia di circolazione del contante.

Fermo restando il limite generale di uso della moneta liquida ad oggi fissato ad € 999,99, il nuovo obbligo riguarderà tutti i pagamenti a mezzo F24 con compensazioni tra tributi, sia orizzontali sia verticali con saldo positivo o pari a zero e con importo finale sopra a mille euro.

Concludendo, il seppur lodevole intento di semplificazione nella gestione dei rapporti tra utente e fisco, finirà per gravare su imprese e contribuenti in nome del risparmio statale.

 

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