Brutte notizie dall’Inps per i lavoratori autonomi ed i titolari di redditi di impresa. Infatti, con la circolare n. 26 del 04/02/2015, l’Istituto previdenziale ha provveduto ad aggiornare le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti.,

LE ALIQUOTE
Applicando l’aumento già previsto dalla riforma Fornero dello 0,45% ed il contributo aggiuntiva dovuto per l’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale di 0,09 punti, le percentuali previdenziali per l’anno 2015 sono:

Artigiani
– titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni: 22,65%;
– coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni: 19,65%;

Commercianti
– titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni: 22,74%;
– coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni; 19,74%;

I CONTRIBUTI “FISSI”
Tradotto in soldoni, applicando al reddito minimale per l’anno in corso, pari a € 15.548,00 le aliquote descritte ed aggiungendo il contributo maternità di € 0,62 mensili, gli importi IVS dovuti dagli iscritti alle gestioni commercio ed artigianato sono pari a:
ivsSul punto è poi bene ricordare che:
– in caso di frazione di anno, le somme a debito vanno rapportate a mesi;
– chi continuano l’attività con più di sessantacinque anni di età percependo già una pensione pubblica, i contributi sono ridotti della metà.

I CONTRIBUTI A SALDO
Il versamento del contributo eccedente il minimale avviene con due rate anticipate di pari importo, calcolate sul reddito di impresa complessivo dell’anno precedente ed eventualmente un saldo (nel caso in cui il versato non corrisponda al dovuto) con la dichiarazione successiva, quando è definitivamente noto il reddito conseguito.
Quindi sull’eccedenza imponibile il minimale citato, per l’anno 2015 è dovuto con le medesime aliquote una ulteriore contribuzione fino alla soglia della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, all’importo di € 46.123,00.
Oltre tale soglia e fino a concorrenza di un importo pari ai due terzi della stessa, le percentuali aumentano di un punto, così come disposto dall’art. 3-ter della l. n. 438/1992. Infine dopo tale ultimo scaglione, l’onere contributivo decade. Riepilogando quindi si avrà:

Immagine2L’onere contributivo decade invece, ad € 76.872,00 per quanti in possesso di anzianità contributiva ante 1996 mentre, è pari ad € 100.324,00 per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

LE DATE
I contributi devono essere versati, come è noto, mediante i modelli di pagamento unificato F24 esclusivamente in modalità telematica, alle scadenze che seguono:
18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2015 e 16 febbraio 2016, per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito;
– entro i termini previsti per il pagamento dell’IRPEF (16/6 o 16/7) per gli importi dovuti come saldo 2014, primo acconto 2015 e secondo acconto 2015;

GESTIONE SEPARATA
Infine, note dolenti arrivano anche per i professionisti senza cassa e quanti siano tenuti ad iscriversi alla gestione separata Inps (amministratori di condominio, associati in partecipazione, ecc.). Il balzo in avanti dell’aliquota in questo caso infatti, è del 3% e tiene conto dei mancati incrementi degli anni passati, anche essi previsti dalla legge 92/2012.
In concreto, sommando la percentuale dovuta per il contributo maternità dello 0,72% si avranno le seguenti aliquote:

  • 30,72% per i soggetti senza altra copertura contributiva
  • 23,50% per i soggetti con altra copertura contributiva e titolari di pensione indiretta o reversibilità, nonché titolari di pensione diretta.

In questo caso, il reddito imponibile sarà quello complessivo ed il criterio di cassa (non sono dovuti contributi fissi) mentre gli oneri e le date di versamento saranno diversi in base ai soggetti iscritti, ovvero:

– per i professionisti senza cassa, i contributi sono interamente a proprio carico, con il diritto alla rivalsa previdenziale del 4% sui clienti mentre date e modalità di versamento sono le medesime dell’Irpef;
– per i co.co.pro. invece, l’onere previdenziale è ripartito nella misura di 2/3 con il committente ed 1/3 al collaboratore. Per gli associati in partecipazione infine, la percentuale da dividere con l’associante è del 45% per gli associati e del 55% per gli associanti.

 

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