Con l’invio al Parlamento del DDL Stabilità 2015, il Consiglio dei Ministri dello scorso 15/10 ha ufficialmente avviato l’iter di approvazione del documento di programmazione economica per il prossimo anno.
Tra le molteplici misure, in tema di mercato del lavoro l’Esecutivo ha prodotto un nutrito ventaglio di norme, sia di carattere economico sia di più spiccata natura legislativa.

1 – Il TFR mensilizzato
Il provvedimento di certo più discusso della Finanziaria è la possibilità in via sperimentale per i lavoratori subordinati di chiedere a partire dal 01/01/2015, l’erogazione con le competenze mensili della propria liquidazione. La misura, vincolante per tre anni, riguarderà solo i dipendenti del settore privato con almeno 6 mesi di anzianità, ferma l’esclusione per colf e badanti, agricoli e datori di lavoro in crisi o soggetti a procedure
concorsuali ed indipendentemente dall’adesione alla previdenza integrativa. Le imprese interessate, saranno supportate da un apposito accordo tra Mef ed Abi per garantire la liquidità necessaria alle stesse condizioni riconosciute oggi al TFR in azienda (1,5% più lo 0,75% del tasso d’inflazione). La nota dolente dell’operazione ricade come di consueto sull’aspetto fiscale, poiché l’erogazione mensile del trattamento di fine rapporto sarà soggetto all’aliquota marginale Irpef standard e non rientrerà più nella certo migliore tassazione separata. Anche ‘aliquota dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione annua subirà un inasprimento, passando al 17% invece dell’11%;

2 – 80€ in busta
Nella manovra viene confermato e stabilizzato, senza allargarne la platea, il credito di imposta da 640 € annui introdotto lo scorso maggio dal D.L. n. 66/2014. L’unica divergenza è che lo strumento diventerà una detrazione di imposta e non un credito da compensare. Per il resto, spetterà sempre ai dipendenti con reddito annuo lordo fino a 24mila euro, con rimodulazione per quelli compresi tra 24mila e 26mila, rispetto ai mesi effettivi di prestazione.

3 – Aspi ed ammortizzatori sociali
Il riordino delle prestazioni a sostegno del reddito, fortemente voluto dal Ministro Poletti, comporterà a partire dal prossimo anno numerosi cambiamenti, quali, in sintesi:
– la cancellazione della cassa integrazione in caso di cessazione dell’attività dell’azienda o di un ramo di azienda;
– ampliamento dei contratti di solidarietà anche alle imprese sotto i 15 dipendenti;
– l’accostamento della durata dell’ASpI alla “storia contributiva del lavoratore” e la sua estensione ai co.co.pro..

4 – Nuovi incentivi all’occupazione
Dal prossimo primo gennaio e fino al 31/12/2015, tutte le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori alla ricerca di prima occupazione o di disoccupati da almeno sei mesi o con contratti di lavoro diversi da quello
a tempo indeterminato, avranno lo sgravio integrale dei contributi Inps (ma non Inail), sia per la quota a carico dell’azienda sia per quella dovuta dal lavoratore. Il tetto massimo fruibile sarà di 6200€ annui per un triennio.

5 – Irap
Infine, il Governo ha deciso di rendere integralmente deducibile dalla base imponibile Irap il costo del lavoro, collegato ai rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato.

 

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