Recepite definitivamente le prescrizioni imposte dal garante della privacy, l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 23/02 scorso, ha diramato le modalità operative per utenti, Caf e professionisti per la gestione del 730 precompilato.
Dal prossimo 15/04 infatti, i dipendenti ed i pensionati che hanno presentato la dichiarazione per l’anno 2013 od hanno ricevuto la nuova Certificazione Unica, potranno visionare online, previa autenticazione ai servizi Fisconline od Entratel, i modelli dichiarativi predisposti dall’A.d.E., accettando od integrando le informazioni elaborate dal Fisco.
Non potranno beneficare della procedura sperimentale invece, i titolari di redditi di impresa e quanti hanno presentato dichiarazioni correttive od integrative ancora al vaglio dei controlli automatici ex art. 36 bis.
Entrando nel dettaglio quindi, grazie ai flussi informatici ricevuti dai banche, aziende ed enti, l’A.d.E. redigerà il 730/2015 per i soggetti citati indicando:
– i redditi da lavoro percepiti;
– i riporti Irpef a crediti ed i pagamenti F24 fatti;
– gli interessi passivi deducibili sui mutui;
– i premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
– i contributi previdenziali e assistenziali versati;
In più, nei casi di dubbio, il contribuente riceverà un apposito prospetto con le informazioni che risultano incongruenti.
In alternativa alla gestione diretta del modello, gli interessati potranno rilasciare apposita delega ai Caf ed agli intermediari abilitati (consulenti del lavoro, commercialisti, datori di lavoro) contenente codice fiscale e dati anagrafici, anno d’imposta cui si riferisce il 730, data di conferimento della delega, indicazione che la delega si riferisce sia all’accesso alla precompilata sia alla consultazione dell’elenco delle informazioni afferenti alla dichiarazione stessa..
In entrambi i casi, il precompilato dovrà essere presentato a partire dal 01/05 al 07/07 prossimi, anche se è bene ricordare che la scadenza ordinaria per il pagamento delle imposte è il 16/6 (od il 16/07 con l’aumento dello 0,40%).
Parlando di utilità empirica, la dichiarazione precompilata rispetto al modello canonico presenta essenzialmente solo un vantaggio in termini di controlli da parte del fisco.
Infatti, evidenziata la penuria di dati contenuti – mancano spese mediche, erogazioni liberali, spese di istruzione, ecc. -, qualora si accettasse senza variazioni, sugli oneri deducibili e detraibili comunicati da terzi al Fisco (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali) non si subiranno i controlli ordinari ne quelli preventivi previsti per i casi di rimborso sopra i 4.000 euro. L’Agenzia delle Entrate però potrà sempre rettificare carichi di famiglia e richiedere al contribuente la documentazione necessaria per provare gli oneri scalati.
Qualora fosse un intermediario a presentare il 730 precompilato invece, a prescindere dall’apporto di modifiche o meno, le verifiche documentali saranno condotte nei confronti di quest’ultimo, che sarà chiamato anche a rispondere delle imposte non versate, delle sanzioni ed interessi connesse. Sul punto è in corso una disputa tra l’Amministrazione finanziaria ed i professionisti abilitati, poiché tale norma viola palesemente l’art. 53 della Costituzione in tema di capacità contributiva che postula la responsabilità personale del soggetto percettore del reddito sulle imposte non versate sul medesimo.

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