Tra le poche note positive prodotte dall’attuale ciclo economico negativo va segnalato, il ritorno in auge del settore primario fra i giovani.
Infatti, nonostante le cifre siano comunque minoritarie rispetto alla media UE, sono sempre più gli under 40 italiani che, costretti a lasciare i classici settori occupazionali (terziario ed industria) falcidiati dalla crisi, cercano fortuna in capo agricolo.
Nel proseguo si cercherà di riepilogare in via sintetica le varie opportunità offerte dallo Stato per incentivare i giovani nel settore.

1 – Credito agevolato e finanziamenti
Per reperire capitale da investire nei settori della produzione, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, il Ministero delle politiche agricole e forestali propone dei mutui a tasso zero per imprese gestite da under 40. L’impegno massimo finanziabile ammonta ad 1,5 milioni di euro da rimborsare nel limite di dieci anni, comprensivo del periodo di preammortamento. Unico vincolo è che la richiesta non ecceda il 75 per cento della spesa ammissibile. Gli anni di restituzione possono salire a 15 nei casi di investimento nel settore della produzione agricola.
Un analoga ma distinta opportunità viene gestita dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare(Ismea), che tra le altre forme di aiuto, concede mutui fino a 30 anni per l’acquisto dei terreni agricoli, con l’esclusiva finalità di favorire il primo insediamento dei giovani in agricoltura (under 40), anche organizzati in forma societaria. Nello specifico, la sovvenzione consiste nell’abbattimento fino a 40.000 euro della quota interessi prevista dal piano di ammortamento del mutuo.
In alternativa, ove si sia in procinto di rilevare un’attività già in essere, i neo imprenditori possono richiedere sempre all’Ismea un contributo a fondo perduto e l’erogazione di mutui a tasso agevolato per finanziare spese di investimento (acquisti di macchinari e attrezzature, opere di ammodernamento e ristrutturazione ecc.) fino al 90% del totale necessario.
Altri possibili soluzioni per ottenere liquidità pubblica per la propria impresa  sono:
– il fondo di garanzia per l’accesso agevolato al credito bancario con cui si può ottenere l’abbattimento del costo della commissione di garanzia attraverso un contributo di 7.500 euro;
– i finanziamenti Ue collegati alla Politica agricola comunitaria destinati all’Italia per imprese condotte da under 40 con un plafond da 80 milioni di euro.

2 – Regimi fiscali
Per incentivare la produzione primaria nazionale, il Legislatore domestico ha creato una serie di profili appositi con rilevanti benefici normativi e fiscali. Nel dettaglio le agevolazioni sono:
– I.A.P.: per Imprenditore agricolo professionale si intende colui che, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedichi all’attività agricola di impresa direttamente o in qualità di socio, almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro ai fini fiscali (25% per le aziende ubicate in zone svantaggiate di cui all’art. 17 del reg. CE n.1257/99). Tale qualifica, che viene riconosciuta anche a compagini societarie con soci I.A.P., permette di accedere al regime di esenzione Iva, in luogo di quello speciale (forfettizzazione) o di quello ordinario, di abbattere l’ imposta di registro per l’acquisto di lotti da destinare all’attività, di avere la prelazione sulle dismissioni di terreni agricoli demaniali, ecc..
– Credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 400mila euro in innovazione e reti d’impresa per il biennio 2014/16. In particolare, sono finanziate spese per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera;
– Detrazioni al 19% per giovani under 35 che affittano terreni agricoli;
– Sgravio di 1/3 sulla retribuzione lorda per promuovere forme di occupazione stabile in agricoltura di giovani compresi tra i 18 e i 35 anni, con contratto di lavoro a tempo indeterminato od a termine almeno triennale;
– Deduzioni Irap al 50%, che arrivano fino a 10.500 euro per le assunzioni di giovani nelle Regioni del Mezzogiorno, con contratti a tempo determinato per la durata di almeno tre anni e per almeno 150 giornate all’anno;
– Credito d’imposta 2014-2016 al 40% per investimenti fino a 50mila euro per e-commerce di prodotti agroalimentari;
– Tassazione non sul risultato economico dell’esercizio ma sul reddito fondiario.

3 – Dismissione terreni statali
Nell’ottica di ottimizzare il patrimonio pubblico, di recente il Mipaaf ha attivato una serie di bandi, anche in accordo con Comuni e Regioni, destinati a dismettere parte dell’enorme latifondo demaniale, in favore di giovani agricoltori. In particolare le campagne di alienazione gestite direttamente dal Dicastero tramite l’Ismea riguardano:
– cessione per asta pubblica con il sistema delle offerte segrete, fatto salvo il diritto di prelazione dei coltivatori diretti e\o proprietari di terreni confinanti;
– riassegnazione a giovani in possesso di diploma di laurea in Scienze Agrarie e diplomi equipollenti e giovani in possesso di diploma tecnico agrario di terreni già concessi in uso, a seguito di inadempienza contrattuale da parte degli assegnatari;
Possono rientrate nell’assegnazione su base concorsuale anche i giovani che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda.
In aggiunta, anche i singoli enti locali possono con analoghe iniziative procedere all’alienazione od affitto di lotti di propria disponibilità.

 

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